Perché si chiama così
Il nome viene dal colore: le formazioni vulcaniche di Montaña Amarilla hanno un giallo ocra che si vede da lontano e che cambia intensità con la luce del giorno. Al mattino è più pallido, nel tardo pomeriggio si accende.
È un monumento naturale, cioè un'area protetta: il paesaggio che si attraversa è quello originario di questa parte dell'isola, senza costruzioni, senza vegetazione che lo addolcisca.
La camminata
Ci sono sentieri segnalati, ed è quello che si viene a fare qui: si sale, ci si affaccia, e i panorami si aprono sull'oceano. Non è un'escursione impegnativa in senso alpinistico, ma va affrontata con la testa giusta: il terreno è vulcanico e in alcuni tratti la roccia è friabile.
Restare sui sentieri segnalati non è una formalità burocratica: serve a non danneggiare un ambiente fragile e a non finire in punti in cui il bordo è meno solido di quanto sembri.
Un ambiente diverso dalla costa attrezzata
Quello che colpisce di Montaña Amarilla è il contrasto con il fronte mare che si trova pochi chilometri più a nord. Qui non c'è niente: nessun chiosco, nessun ombrellone, nessuna musica. Solo roccia, vento e oceano.
È il motivo per cui vale un'uscita dedicata anche se la si può liquidare in poco tempo: l'esperienza è tutta nel silenzio, e il silenzio non si consuma in fretta.
Quando andarci
Non c'è ombra lungo il percorso, e il sole del sud di Tenerife è diretto. Le ore giuste sono la mattina presto o il tardo pomeriggio: nel mezzo della giornata la camminata diventa un esercizio di resistenza.
Acqua, cappello e scarpe chiuse sono il minimo indispensabile. Il resto lo fa la luce.
Come si è formata
Il rilievo di Montaña Amarilla è di origine vulcanica, e la sua forma racconta il modo in cui si è generato: un edificio eruttivo poi modellato dall'erosione del mare e del vento, che ne ha tagliato un fianco lasciando in vista la stratificazione della roccia.
È proprio quella parete esposta a dare il colore che dà il nome al posto. Il giallo ocra deriva dall'alterazione dei materiali vulcanici, e cambia tonalità a seconda dell'ora e della quantità di luce diretta.
Per chi non ha alcuna familiarità con la geologia vulcanica, è una lezione visiva che si capisce senza bisogno di spiegazioni: la struttura è lì, leggibile a occhio nudo.
Il percorso, passo per passo
L'accesso avviene dai sentieri segnalati che partono dalla zona costiera. Il dislivello non è importante e la camminata resta alla portata di chiunque cammini con regolarità, ma il terreno è irregolare e in alcuni tratti scivoloso per via del pietrisco.
Le scarpe chiuse con suola scolpita non sono un consiglio da manuale: sono la differenza tra una passeggiata piacevole e una camminata scomoda. Le infradito, qui, non funzionano.
Una volta in alto, il colpo d'occhio si apre sull'oceano e sulla costa. Non c'è nessuna infrastruttura, nessun punto di ristoro, nessuna ombra: quello che si porta è quello che si ha.
Rispettare un ambiente fragile
Trattandosi di un'area protetta, valgono regole precise: si resta sui sentieri, non si raccoglie materiale vulcanico, non si lasciano rifiuti. Non sono formalità burocratiche.
In ambienti aridi come questo la vegetazione cresce lentamente e i segni del passaggio umano restano per anni. Una scorciatoia tagliata fuori sentiero diventa un solco permanente, e il paesaggio che si è venuti a vedere si degrada un pezzo alla volta.
Montaña Amarilla è la meta più vicina fra quelle che meritano un'uscita dedicata. Si va, si cammina un'ora, si torna: e la giornata è già cominciata bene.
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